Documento del Coordinamento del PD di Vasto
Come sezione di Vasto, in vista di questo incontro che speriamo dia all´onorevole Brutti elementi per indirizzare il rilancio del Pd regionale e provinciale, abbiamo indetto una riunione e redatto un documento che sintetizza la discussione e che offriamo come contributo alla discussione.
La Rappresentanza Territoriale: Vale la pena di rimarcare che Vasto, seconda città della Provincia di Chieti è da circa tre anni amministrata dal centro-sinistra per la prima volta della sua storia e che per molti questo era considerato un test per valutare il gradimento e gli sforzi dell´amministrazione comunale.
A Vasto il centro sinistra ha distanziato di circa dieci punti il centro destra e il PD con oltre il 20% ha segnato il miglior risultato di tutte le realtà urbane della provincia con oltre ventimila residenti. Anche nell´entroterra vastese il PD e il centrosinistra, in parte, tengono, anche se su qualche amministrazione le sirene di Di Pietro sono risultate efficaci in maniera direttamente proporzionale a quanto si sono sentite abbandonate da un partito provinciale distratto e distante. Non sembri ingeneroso ma per avere congrui elementi di valutazioni si valuti il risultato del centrosinistra del PD a LANCIANO a Francavilla al Mare e a CHIETI dove peraltro abbondano eletti e rappresentanti di 1° livello. La presentazione di una lista civica di appoggio ha avuto effetti dirompenti soprattutto nel territorio del Vastese: a San Salvo ha ottenuto il 9,96%, a Vasto il 2,36%, ad Ortona l´1,01%, a Lanciano il 3,43%, a Francavilla al Mare lo 0,66% (Fonti Ministero dell´Interno). Vasto e il Vastese anche questa volta, come alle scorse politiche portano i voti ma non eleggono deputati regionali e nazionali, altre zone più legate ai centri decisionali non prendono voti ed eleggono deputati regionali e nazionali, grazie ad una orchestrazione delle candidature delle liste civiche, di quelle di servizio oltre alle mancate candidature forti del PD in realtà importanti. Tali condotte non trovano neanche una ragione di sano riequilibrio territoriale, visto il contemporaneo affollamento di cariche e incarichi di primissimo livello politico e istituzionale sempre a favore di quei centri del Chietino-Ortonese ed a scapito del Vastese e del Sangro: vale a dire di 2/3 del territorio della Provincia e dell´apparato produttivo dell´intera Regione Abruzzo. Ecco Onorevole Brutti un primo elemento di riflessione il PD della provincia di Chieti, nelle sedi di decisione politica e istituzionale, non è rappresentativo dell´intera provincia e tanto meno di quei territori dove raccoglie maggiori consensi. L´opinione pubblica come ha percepito la politica regionale? Il risultato alle regionali è stato solo il frutto degli arresti del 14 luglio? Certo lo scossone delle incriminazioni a tappeto e degli arresti ha influito ma non ci si può trincerare o trovare alibi nella questione giudiziaria. Varrà la pena ricordare come all´indomani di quel drammatico evento all´interno del Partito abbiamo assistito, impotenti, ad una lotta dei vertici impegnati più a screditarsi vicendevolmente che non a cercare di trovare soluzioni capaci di attenuare il forte impatto che la notizia aveva avuto tra l´opinione pubblica. Non spetta a noi giudicare quanto è accaduto. E´ un compito che la Magistratura deve assolvere con imparzialità ed equilibrio cercando di dare risposte, in tempi rapidi, ai tanti interrogativi che la gente continua a porsi. Mi chiedo: perché devo frequentare una persona che reputo poco seria accogliendola anche nella mia casa? E per quale motivo non ho avuto il coraggio di metterla alla porta invitando, la stessa persona, a frequentare le sedi istituzionali? E´ questa una delle tante domande che la gente, in questi mesi, ci ha posto. Già prima del 14 luglio la Giunta Regionale aveva proceduto ad un rimpasto. Nelle Primarie, oltre la metà del partito aveva fatto, a torto o a ragione, della critica alla Giunta Del Turco il motivo dominante con il quale chiedere adesioni. Alle ultime politiche in Abruzzo il centro-sinistra era già minoranza. Una qualche ragione sta nel fatto che l´amministrazione regionale non è stata capace di varare quelle leggi di settore ritenute necessarie alle aspettative del 60% degli abruzzesi che aveva per quel motivo cacciato Pace. Il mondo dell´impresa per esempio è stato letteralmente gettato nelle mani del centro-destra con ritardi, contraddizioni e anche imperdonabili errori. I tentennamenti avuti sulla questione del centro-oli, non ha giovato alla nostra causa. Ricorderete la contestazione messa in atto a Pescara in occasione del comizio tenuto a Piazza Salotto da Walter Veltroni. Per chi avranno votato gli imprenditori? Basta vedere le liste elettorali per dare una risposta. E vogliamo parlare del governo dell´Acqua. Una regione piena di risorse idriche tanto che si prospettava anni fa un ausilio alla Puglia, è da alcuni anni in costante crisi idrica e neanche solo in estate. Il senatore Legnini, sulla stampa, ha detto che la situazione idrica ha inciso sul voto a Chieti e non solo. La crisi idrica quest´estate, è stata lasciata gestire solo al Prefetto ai sindaci ed a pochi altri. Il Partito Provinciale e Regionale dov´erano? Non estranea ai risultati elettorali è la mancata sensibilità rispetto al sentimento comune dei cittadini abruzzesi chiamati ad alte addizionali e a sacrifici per i debiti della sanità e che dovevano leggere sul giornale della perpetrazione delle leggi OMNIBUS per i finanziamenti a pioggia e su indicazione dei singoli consiglieri di centro-destra e centro-sinistra. Una vergognosa spartizione della torta fatta in barba ad ogni regola. Nel 2006 siamo stati capaci di finanziare perfino un´associazione denominata ”mogli dei medici di Pescara”! La nomina di Quarta a plenipotenziario, la legge sui portaborse, la legge fogna e altri simili provvedimenti non hanno certo disincentivato il massiccio astensionismo come protesta a tale tipo di sistema. Come si vede la questione giudiziaria non può essere il solo alibi per giustificare ritardi e incongruenze. Domenica scorsa, mons. Bruno Forte, arcivescovo della Diocesi Chieti-Vasto, in occasione dell´incontro avuto con i politici e gli amministratori della cosa pubblica, ha citato ed evidenziato le parole scritte, molti decenni or sono, da Don Luigi Sturzo e che appaiono di grande attualità: ”Chi è troppo attaccato al denaro - scriveva don Luigi Sturzo, straordinario ispiratore dell´impegno politico dei cattolici - non faccia l´uomo politico né aspiri a posti di governo. L´amore del denaro lo condurrà a mancare gravemente ai propri doveri”. Sul partito:
Il PD sulla carta in Abruzzo poteva contare su una miriade di amministratori comunali, sui sindaci delle maggiori Città, di 4 su 4 Presidenti di Provincia
un grande numero di deputati regionali e nazionali eppure non solo ha perso le regionali ma anche le precedenti elezioni politiche? Perché? La risposta è semplice: il partito democratico non è mai nato almeno per due ragioni. Il reticolo delle sezioni dei DS e della Margherita, affidato alla gestione personale di qualche consigliere regionale, è sparito e al suo posto non sono state create articolazioni territoriali del PD. Al massimo i vari rappresentanti di grumi di potere istituzionale hanno incrementato la loro centralità personale a scapito della crescita del partito del necessario meticciamento, di culture, della selezione della migliore classe dirigente. Il PD abruzzese per lunghi mesi è apparso come una organizzazione all´interno della quale hanno continuato ad agire, anche in incognito (ma non troppo), noti personaggi che bene avrebbero fatto a tirarsi fuori per il rispetto che si deve all´intelligenza ed all´onestà dei nostri concittadini. I capi bastone hanno continuato a pianificare le proprie azioni aventi come obiettivo gli interessi personali o di propri adepti. Purtroppo, e la cosa non può assolutamente farci piacere, c´è gente che in cambio di un piatto di lenticchie in molti casi è disposta ad eseguire gli ordini del capo per non inimicarselo, pur di conservare la poltroncina ricevuta, anche se in molti casi trattasi di uno strapuntino di quelli che si usavano nelle nostre vecchie corriere di linea dalle quali - come diceva prima l´on.le Di Fonzo -, in tanti dovrebbero scendere lasciando il posto di guida. Ma dobbiamo sperare in un intervento divino per concludere la stagione dei personalismi e dei signori della Guerra all´interno di questo Partito? Non risulta estraneo a tale problematica neanche la tematica delle modalità di incontro dei mondi che hanno dato origine al PD.
Il Partito, i suoi dirigenti hanno veramente incrementato la conoscenza la penetrazione la contaminazione di questi mondi tra loro e di questi con il nuovo che a quei mondi non ha mai fatto riferimento? Anche a Vasto e nel Vastese esistono tali problematiche e conseguenti fibrillazioni. Basterà vedere cosa sta accadendo, proprio in questi giorni, al Comune di Casalbordino. Alle regionali abbiamo cercato il massimo di sintesi e questo ha dato i suoi risultati in termini di omogeneità di scelta, riscontrabili nell´alto numero di preferenze prese da chi vi parla nella città di Vasto. I problemi non mancano e non tutti lavorano nella direzione del PD e qui che deve intervenire, se ci fosse, il Partito provinciale e Regionale per smorzare personalismi e avventure, per governare processi complessi e delicati. Se però si verifica la modalità utilizzata per la scelta dei vertici del partito regionali e provinciali, oltre alla prepotenza territoriale a cui si fatto accenno, si ha l´esatta dimensione di quanto l´alchemica divisione di cariche politiche tra gli ex dirigenti di DS e Margherita non abbia prodotto né oro né incenso e vale a dire: nè contenuti politici né risultati elettorali. Il peggio è che le divisioni politiche non hanno concesso a quei dirigenti la sufficiente autorevolezza utile alle sfide di un partito con le ambizioni ideali del PD. Se guardiamo alla provincia di Chieti non possiamo rilevare la debolezza della dirigenza provinciale e di fatto una diarchia Chietino-Ortonese imperniata sui maggiori rappresentanti di questi due territori uno proveniente dai D.S. e uno dalla Margherita. Questo è! Nel frattempo si legge sui giornali di trattative e contatti per prossimi appuntamenti importanti senza che sul tema si sia avviata alcuna riflessione democratica nel partito. D´altra parte se siamo qui davanti ad Commissario significa che, parafrasando Voltaire: ”Questo non è il migliore dei mondi possibile”. E prima di chiudere consentitemi di rivolgere un appello al nostro commissario regionale affinché si intervenga sul tema della informazione giornalistica. In questi mesi abbiamo assistito impotenti alla metamorfosi del cosiddetto quarto potere. Basta accendere il televisore di casa per assistere a spettacoli indegni che offendono il buon senso dei cittadini. Cosa voglio dire: voglio mettere in risalto la necessità di dotare questo partito di mezzi di informazione atti a fronteggiare quelli che i rappresentanti del centrodestra sono riusciti a mettere in campo facendo valere
il loro peso politico. Noi continuiamo ad assistere impotenti all´assalto al carro del vincitore sul quale stanno salendo, senza ritegno anche quanti, fino a ieri, si dichiaravano dalla nostra parte. Occorre essere presenti nelle nostre realtà territoriali onde evitare l´omologazione di una informazione di parte che, come la goccia, scava le coscienze lavorando lentamente le menti.
Giuseppe Forte
Coordinatore PD Vasto
